Salsa di Regnano

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Itinerario

Quasi all’interno del borgo di Regnano, a breve distanza dai caseggiati, è situata una vasta area ricoperta da una spessa coltre fangosa sulla quale si innalzano alcuni coni argillosi che, in relazione alle mutevoli condizioni ambientali, possono anche raggiungere l’altezza di alcuni metri: sono queste le rinomate Salse di Regnano, note da secoli per il loro caratteristico aspetto che le rende simili a piccoli vulcaniL’appellativo di “salsa”, deriva dal fatto che il fango è salato a causa della presenza di cloruro di sodio (sale da cucina). La Salsa di Regnano, è talvolta caratterizzata da intensa attività eruttiva, con abbondanti risalite di fango che ingloba anche detrito roccioso. Le principali eruzioni si sono manifestate nel 1754, nel 1796, e nel 1881. A causa dell’attività eruttiva, le pratiche agricole non hanno mai interessato intensamente la zona, ragione per cui si è conservato il particolare corredo di specie vegetali erbacee che popola gli ambienti salini lutivomi delle salse emiliane.

La Salsa di Regnano ha una particolare rilevanza nel panorama della storia delle scienze naturali, poichè fu oggetto di accurati studi da parte dello scienziato Lazzaro Spallanzani che facendo seguito a precedenti ricerche  condotte da Antonio Vallisneri, definì un modello analitico ed un approccio conoscitivo che ebbe successivamente grande importanza  nello  sviluppo di questa  disciplina. Tale circostanza fa assumere alla Salsa di Regnano un significato molto importante e certamente di rilevanza internazionale. Costituisce, assieme alle Salse di Nirano, la principale attrattiva della Via dei Vulcani di Fango.

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